martedì 13 novembre 2018

"UNA MANO D'ITALIANO" TESTIMONIANZA DI UNA MAMMA

"Innanzi tutto faccio presente che mia figlia è discalculica e ha difficoltà alla comprensione.
Io personalmente ho sempre visto in mia figlia l'assenza totale di immaginazione: a scuola hanno disegnato pochissimo e la didattica è stata sempre più di tipo frontale con concetti molto astratti.
Essendo in quinta c'è da recuperare molto ma nulla è perduto.
Sto per ora lavorando sui VERBI e GRAMMATICA.
I temi a scuola non li sta facendo e nemmeno i riassunti, dedicherò questo aspetto questa estate.
Le poesie a scuola non le studiano proprio quindi per ora lo lascio da parte.
Ad ogni occasione di esercizio di grammatica e verbi le propongo le relative mappe e procedo per gradi: prima individua cosa è (nome agg etc) poi segue l'approfondimento (nome: comune cosa etc...) sempre usando le immagini.
Serve tempo anche perché ormai il programma di grammatica è quasi ultimato... ma qualcosa si sta smuovendo: proprio ieri l'interrogazione sugli aggettivi e pronomi numerali ha preso buono e mia figlia mi ha riferito che la maestra aveva una strana faccia!!!! (da notare che prima di acquistare i suoi strumenti la bambina ha sempre sbagliato).
Con le difficoltà che mia figlia ha per me è un successone il voto di grammatica di ieri!
Grazie per il lavoro che state facendo.
Saluti C."
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lunedì 12 novembre 2018

"BIMBI BRAVI A SCUOLA" "UNA MANO D'ITALIANO" TESTIMONIANZE VARIE

DOMANDA
"Buongiorno Giorgio,
ho letto con curiosità tutto il materiale riguardante il pacchetto di Bimbi bravi a scuola.
In realtà sono un' insegnante alla ricerca di nuove metodologie che rendano il mio lavoro più proficuo e stimolante.
Altri insegnanti l' hanno contattata o hanno sperimentato queste nuove tecniche? E se sì, in che modo?
Resto in attesa di una sua risposta e ringrazio anticipatamente.
Saluti L."


RISPOSTA
Ciao L.,
il mio materiale è acquistato sia da genitori che da insegnanti.
In verità gli insegnanti mi regalano pochi feedback.
Ogni tanto mi arriva qualche mail in cui si dice che si trovano bene con il metodo, ma non scendono troppo nei particolari.
Cosa che invece fanno molto i genitori, probabilmente perché si sentono meno sicuri e cercano conferme.
Di seguito te ne metto alcune prese qua e là tra le tante che mi arrivano.

-Buon giorno Giorgio, finora ho affrontato solo una poesia ma con gran successo (San Martino). Con A. abbiamo cambiato alcune immagini ( il Dalai Lama che a lei non diceva nulla… è diventato un dalmata) e il guscio sul quale sta il cacciatore è diventato un vero e proprio uscio (una porta con dentro il cacciatore). Altro cambio “le anime a rallegrar”, anche questa immagine per lei non immediata è diventata una tomba ( le anime) con un sorriso sopra. Per il resto tutto liscio!!! Mi cimento oggi con i verbi ma mi pare che il metodo non solo le piaccia, ma si diverta non poco!!!

-Al momento va tutto bene, con le schede su come fare le lettere nel modo giusto sparpagliate sul tavolo quando si fanno i compiti, non c'è più modo di sbagliarle e mio figlio, che è un tipo preciso, e' contento di seguire i suoi consigli.

-Ciao Giorgio. Ho concluso di leggere "Bimbi bravi a scuola" molto chiaro nella spiegazione e come tecniche di studio sono veramente innovative, efficaci, divertenti e facili da realizzare. La tecnica delle mappe mentali secondo me è un ottimo strumento nello studio e per la memorizzazione. Se le avessi usate anch'io quando studiavo, avrei impiegato sicuramente metà del tempo. 

-Con la tua cartina A. ha imparato in pochi minuti per qualche giorno tutte le regioni d'Italia. Senza fatica e divertendosi! Grazie davvero, sei un genio! Dovresti fare la stessa cosa per le province, per l'Europa e per il mondo. Credo che in molti dopo aver visto l'Italia aggiungerebbero il resto!
In genarale tutto il pacchetto è stato il miglior investimento fatto per l'autostima di A.

-Ti chiedo scusa per non averti più risposto alle tue mail......ma va tutto stupendamente bene Grazie a Te per essere entrato nelle nostre vite con Bimbi Bravi a Scuola e Tabelline Facili... Le mie figlie che ti ricordo sono in seconda elementare sono passate da avere 6 e con problemi di comprensione (questo il giudizio delle insegnanti) a 10 Super... so solo che non mi basteranno 10.000 Vite per ringraziarti e so che non sarà mai abbastanza!

-ho ricevuto il materiale, ho iniziato a leggerlo (veramente l'ho fatto scorrere cercando di capirne i concetti) e ho detto interessante!
Ma in un primo momento mi sembrava un po' articolato... il giorno dopo non riuscivo a pensare ad altro!
Mi si e' aperto un mondo! Quello a cui ho dato più attenzione e' "una mano di grammatica", sinceramente io l'analisi grammaticale l'avevo dimenticata e pensando a quando l'avevo studiata mi veniva in mente solo un gran rottura, ora ho scoperto che e' facile memorizzarne i concetti.
Poi quello che mi ha fatto più piacere e' che ho provato a dire -senza far vedere nulla- a mio figlio (che ha studiato solo nomi e verbi in maniera molto blanda) per i verbi immagina un verme, per i nomi immagina i nonni e cosi' via e mi ha fatto l'analisi grammaticale di una frase in mezzo secondo!!!!!!

Perché le maestre non conoscono questo metodo e se lo conoscono non lo usano???? Avrebbero classi piene di bambini felici e assetati di conoscenza.

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venerdì 9 novembre 2018

"UNA MANO D'ITALIANO" TESTIMONIANZA DI UNA MAMMA

"Ciao Giorgio, innanzi tutto ti ringrazio per il tuo interessamento.
Ho un figlio che frequenta la quarta elementare, malgrado i primi tre anni siano andati abbastanza bene da quest'anno è iniziato l'incubo. Passavamo intere giornate a studiare ma senza alcun risultato; arrivavano i 5 come se piovesse e poi le maestre continuavano a contattarmi dicendomi che il bimbo non studiava e che era sempre molto nervoso.
Presa dalla disperazione ho cominciato a chiedere ai mie colleghi, a fare ricerche in internet a consultare libri... chiesi persino alla pediatra se ci fosse qualche farmaco apposito per la memoria.
Qualche giorno fa sul sito di "maestrasabry" trovo il link di bimbi bravi a scuola, sono un po' scettica ma comunque scarico il primo zip (oramai ho provato di tutto) di "Bimbi bravi a scuola".
L'ho letto in pochissimo tempo trovandolo interessantissimo e così ho scaricato anche "Una mano d'Italiano".
Torno a casa dal lavoro e mio figlio piagnucolante mi dice che il giorno dopo ha l'interrogazione sul congiuntivo del verbo essere e avere. Colgo subito l'occasione e stampo le mappe mentale dei verbi, abbiamo studiato i grafici circa mezz'oretta con mio mio marito che ci guardava perplesso.
Ero un po' preoccupata perchè malgrado tutto pensavo che il giorno dopo avrebbe preso un altro 5 e che questa cosa non serviva a nulla.
Mio figlio però era stranamente vivace, malgrado l'ora, di scartabbelare fogli e ripetere i verbi.. mah...
Il giorno dopo mi chiama tutto eccitato e mi dice che ha preso 9 e che la mAestra gli ha detto "Vedi che se ti impegni molto nello studio riesci a fare le cose!".
Ora è tutto in discesa, lato mio ho moltissimo lavoro da fare per inventarmi nuove cose e ritrovare il fanciullino che c'è in me, ma questo è un metodo che funziona e sono contentissima di averti conosciuto.
Grazie
T."
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mercoledì 7 novembre 2018

"LEGGO BENE" TESTIMONIANZA DI UNA MAMMA

"Volevo dirti che il materiale di LEGGO BENE sono riuscita a scaricarlo correttamente e lo sto utilizzando con i miei bimbi, specialmente il Ping-pong delle parole, Zac-Zac, Parole dimezzate, Labirinti per allenare il loro colpo d’occhio.
Loro mi stanno dietro e si divertono, perché lo facciamo come gioco.
Anche A., che ha fatto la terza, sul quale volevo concentrare maggiormente il mio sforzo, sta al gioco e partecipa J
C. che ha concluso la prima, legge già molto bene per la sua età, ma si diverte anche lei a fare i tuoi giochi di lettura."

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martedì 6 novembre 2018

"UNA MANO D'ITALIANO" TESTIMONIANZA DI UNA MAESTRA

"Carissimo Giorgio a dire il vero, dall'acquisto dei testi, di mesi ne sono passati otto... il tempo vola.
Premetto che insegno in una classe terza primaria dove sono inseriti due DSA e un bambino con problemi di apprendimento, tra i testi acquistati il più usato è stato quello di grammatica, seguito da "Un occhio ai verbi", di quest'ultimo abbiamo approfondito i tempi del modo indicativo, dell'infinito e del participio, i risultati sembrano buoni; durante le lezioni gli alunni interagivano, hanno avuto un ruolo attivo, conseguentemente ho potuto lavorare anche per tempi abbastanza lunghi rispetto ai precedenti.
L' 85% della classe ricorda ciò che ha appreso.  
Ho adattato alcuni punti, per esempio: alcuni alunni avevano difficoltà a ricordare "Voi foste" insieme abbiamo deciso di disegnare le bambine con la divisa delle hostess e i bambini che dicevano: -Voi hostess- tutti quanti dentro la casa terremotata è stato sufficiente una volta per non sbagliare più.
Sono stata l'unica docente di terza (su quattro terze) ad aver svolto tutto il programma di grammatica, considera che tre classi (tra cui la mia) svolgono il programma su 27 e una su 40 ore.
Un caro saluto
M."
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lunedì 5 novembre 2018

DOMANDA SUL METODO SEF

Domanda
"Caro Giorgio,
sono una mamma estremamente incuriosita perché interessata alle novità in campo didattico-educativo.
Ho  esplorato con attenzione il materiale che proponi, tuttavia non sono riuscita a comprendere come mai questa ”strategia d’apprendimento” possa essere valida solo per la scuola primaria e riguardare solo una parte delle discipline.
Ringraziandoti anticipatamente per il chiarimento che vorrai darmi, ti saluto con cordialità."
G.

Risposta
Ciao G.,

in effetti come dici tu "Bimbi bravi a scuola" può benissimo andare oltre la scuola primaria.
Io insisto con le elementari perché:
1) è cucito addosso alle peculiarità dei bimbi, creatività ed immaginazione, che come ben sai, ne posseggono in quantità industriali.
In tal modo, l'apprendimento viene proposto dal loro punto di vista e non da quello dei grandi.
Con tutte le conseguenze positive che puoi immaginare.
2) Prima si comincia e meglio è, in modo da suggerire fin da subito che l'apprendimento se fatto in una certa maniera, è arricchimento invece che noia.
Far capire ai bimbi questa equazione, significa spianare loro gli anni a venire sui libri.
Per quello che concerne come tu dici, "...riguardare solo una parte delle discipline."
In effetti G., il metodo riguarda tutte le materie.
Quelli che propongo, sono degli esempi esplicativi da applicare in scienze, storia e geografia.
Partendo da essi, puoi estendere le tecniche a tutto.
Un caro saluto
Giorgio Luigi Borghi

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mercoledì 31 ottobre 2018

"UNA MANO D'ITALIANO" TESTIMONIANZA DI UNA MAMMA


PRIMA MAIL
"Ciao Giorgio,
vorrei ringraziarti per l’aiuto che il tuo materiale sta dando a mio figlio.
Pensa che abbiamo letto insieme un occhio ai verbi ed un occhio alla grammatica domenica mattina e stasera che è venerdì si è ricordato il novanta per cento delle nozioni  e le ha esposte al suo papà, tutto orgoglioso e felice.
Era quello che gli serviva per rafforzare le sue convinzioni ed accrescere la sua autostima.
A breve procederemo con l’approccio alle altre schede, poi ci aggiorneremo.
Per ora grazie!"

SECONDA MAIL
"Ciao Giorgio, sono A. e volevo nuovamente ringraziarti perché il tuo materiale in merito all'esecuzione dei temi è risultato vincente.
G., mio figlio, dopo avergli illustrato la tecnica del sole e dei suoi raggi, ha fatto una bellissima descrizione di un tramonto ed era proprio soddisfatto del suo lavoro.
Ho omesso la premessa che  a lui non piace scrivere temi, li vede come una grande scocciatura e li dà per scontati, mentre con il tuo metodo si è incuriosito, prima nel trovare i vari raggi  e poi nel trasformali in frasi tra loro collegate da un senso logico.
Che altro dirti se non  …….. GRAZIE!"

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martedì 30 ottobre 2018

"UNA MANO D'ITALIANO" TESTIMONIANZA DI UNA MAESTRA

"Ciao Giorgio,

sono felice di aver trovato il tuo materiale su internet.

Ho ricevuto in regalo "Bimbi bravi a scuola" e dopo averlo letto ho subito ho comprato "Una mano d'Italiano"!

Per ora ho letto e studiato "Un occhio ai verbi" e l'ho trovato molto interessante!

Il metodo della memorizzazione attraverso immagini è geniale: funziona davvero!

Io sono un'insegnante di scuola Primaria, l'anno prossimo affronterò con i miei ragazzi di quarta proprio lo studio dei verbi e ho intenzione di utilizzare il tuo metodo!

Grazie e complimenti

A presto F."

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domenica 28 ottobre 2018

DOMANDA SUL METODO SEF

Domanda
"Buongiorno.
Mia figlia ha già avviato quest'anno il suo percorso scolastico (elementari) e purtroppo non con difficoltà pur essendo una bambina normodotata.
Il suo materiale quanto sarà utile a percorso avviato?
Ha qualche suggerimento?
Cordiali saluti.
E."

Risposta
Caro E.
Il metodo è un investimento per il futuro scolastico di tua figlia.
Lei è appena all'inizio.
Inizia tu a scoprire i segreti di questi metodi di memorizzazione che possono essere applicati per ogni materia affrontata.
Poi a mano a mano inizia a renderla partecipe, entusiasmala del fatto che in questo modo è in grado di memorizzare cose ad una velocità ben superiore agli altri.
Di conseguenza accresci la sua autostima.
Perché credere fortemente in se stessi, è di per sé un aspetto fondamentale per la buona riuscita dei bambini a scuola.
Diciamo che tutto parte da qui.
Poi non parlare mai di studio, parla di scoperta.
Non dire mai "ti spiego, ma "ti svelo".
L'apprendimento deve essere ai suoi occhi un gioco, non un dovere, non farle nascere ansie da prestazione, i voti alti saranno solo una conseguenza.
Non avere paura di non essere in tempo, perché proprio questo metodo glielo farà recuperare.

Se vuoi sapere qualcosa di più sul metodo che usa E. clicca qui.

sabato 27 ottobre 2018

"BIMBI BRAVI A SCUOLA" TESTIMONIANZA DI UNA MAMMA

"Caro Giorgio,
Mi sono presa tempo per rispondere in quanto ho guardato, analizzato e sperimentato prima un po' "Bimbi bravi a scuola".
La mia bambina ha sei anni e ha iniziato la prima elementare.
Sono una mamma fortunata, M. è brava e già alla fine dell'anno scorso autonomamente aveva iniziato a leggere.
Ad oggi la vedo molto concentrata sulla scrittura, ha già imparato a scrivere in corsivo e da sola si è resa conto ad esempio delle doppie e che se scrive "belo" non si può leggere bello.
Detto questo mi sono detta come posso aiutarla sul resto?
Così ho provato la regola dei "3 A.M.I." e caspita funziona!
A scuola stanno studiando la scoperta dell'America e così ho detto proviamo.
Per memorizzare il nome di Cristoforo Colombo abbiamo messo su una barca il busto di una persona con la testa di un colombo e su una cartina abbiamo messo la barca sulla traiettoria percorsa.
L'idea è divertente e per lei ora è un gioco.
Ogni volta aggiungo dettagli, esempio i nomi dei continenti (che sapendo scrivere poi scrive lei sopra da sola!) Non so se Cristoforo colombo sarebbe contento della sua caricatura, ma funziona!

A presto

G."

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lunedì 3 luglio 2017

Mio figlio non vuole leggere... che fare?

In tante mi scrivono.

Di mamme intendo.

E un problema più di altri sembra attanagliarle.

Si tratta d'un malessere che sotterraneo serpeggia nelle abitudini dei loro ragazzi.

E quando ti piglia risulta inesorabile.

Non c'è nulla da fare.

Di cosa sto parlando?

Questi alcuni estratti delle lettere disperate che mi arrivano:

"...mio figlio non vuole leggere..."

"...non ha aperto mai un libro in vita sua..."

"...come fa a scrivere bene se non legge?..."

Ecco appunto.

I nostri figli non leggono.

Più.

Perché?

Lo dico da sempre.

La pigrizia nel leggere libri delle generazioni attuali è data dalla loro enorme esposizione alla tecnologia.

E' inevitabile che sia così.

Ai miei tempi un libro poteva sembrare l'unica scappatoia verso un mondo di meraviglie.

Oggi no.

C'è ben altro.

Come si può constatare dall'ultima app appena scaricata sul loro smarphone.

Che fare allora?

I nostri figli sono destinati a non leggere più?

Può darsi.

O almeno non nel modo che intendiamo noi "vecchi", quelli nati nella lontana preistoria analogica, quelli che per leggere servivano per forza gli occhi...

E invece adesso, guarda un po'... grazie alle nuove tecnologie... bastano un paio di orecchie.

Sì perché se non hai voglia di leggere, c'è chi lo fa per te.

Come dire:

Ascolta e vedrai...

Non ci credi?

Guarda qui e  qui e cambierai idea.

domenica 29 gennaio 2017

BONUS DOCENTI 2018/2019

Con la "Carta del Docente" è possibile acquistare i seguenti pacchetti:





Come fare?

Per informazioni, scrivimi a info@bimbibraviascuola.it

Giorgio Luigi Borghi


martedì 4 ottobre 2016

"Maestra e Mamma" intervista Giorgio Luigi Borghi

Volevo segnalarti una mia intervista rilasciata alla famosa blogger Stefania Rizzardi di "Maestra e Mamma".

Si parla dell'importanza che ricoprono le mappe mentali nell'apprendimento.

Se ti interessa, clicca qui.

lunedì 22 aprile 2013

L'INGIUSTIZIA DEI COMPITI A CASA

So bene quanto possa dividere il titolo di questo post.

Da una parte insegnanti.

Dall'altra genitori.

I primi ritengono necessari i (tanti) compiti, in quanto rafforzano le attività svolte a scuola.

I secondi ritengono troppi i (tanti) compiti, in quanto ci passano tutti i pomeriggi sopra...

Se devo dire la mia, c'è una ragione in particolare che mi fa parteggiare per i secondi.

Oltre a non essere un insegnante ;-), considero i compiti a casa, una grande fonte di disparità nei confronti dell'apprendimento dei bimbi.

Soprattutto se questi compiti sono tanti.

La mia tesi è presto detta.

A scuola tutti i bimbi sono alla pari, in quanto fanno riferimento allo stesso insegnante.

Al contrario, a casa, ogni bimbo vive una realtà diversa.

Proviamo allora a fare un gioco, dando un punteggio alla difformità delle situazioni.

Riassumendo, c'è chi:

A) ha entrambi i genitori disponibili = 10 punti

B) ha un solo genitore disponibile = 5 pt

C) ha nessun genitore disponibile = 0 pt

Questo in termini numerici.

In termini di qualità poi c'è chi:

A) ha genitori con un alto livello di istruzione = 10 pt

B) ha genitori con un livello medio di istruzione = 5 pt

C) ha genitori con un basso livello di istruzione = 0 pt

Ora, le possibilità combinatorie tra la prima e la seconda lista sono molteplici.

Per farla breve, poniamo il caso limite, confrontando un bimbo che abbia due situazioni A, con un bimbo che abbia una situazione C.

Cioè, da una parte un bimbo che a casa venga aiutato da due genitori con un alto livello d'istruzione =  20 punti.

Dall'altra un bimbo che a casa non usufruisca di nessun aiuto = 0 punti.

E' evidente quale sia la disparità tra i due contesti.

20 a 0...

La riflessione da fare allora è:

Esiste una via che conceda ai bimbi il diritto di apprendere senza svantaggi?

E' solo uno spunto di riflessione.

Penso però (in una democrazia moderna), di fondamentale importanza.


martedì 17 luglio 2012

UNA MANO D'ITALIANO

Andare bene d'ITALIANO, è un cruccio di molti studenti.

Purtroppo però, spesso e volentieri il maggiore impegno, non si riflette in altrettanti risultati. 
Perché se in scienze, storia, geografia, basta studiare di più, in ITALIANO, subentrano dei "meccanismi mentali" ben più complessi che poco hanno a che fare con la sola buona volontà.  
Capita a tal proposito di sentir pronunciare la fatidica frase:

"...d'ITALIANO non è portato..."  

Questo suggerisce che c'è qualcosa d'altro, qualche cosa che va oltre l'attenzione in classe o i compiti ben fatti a casa. 

Ma in fin dei conti, che vuol dire, "non essere portati"?

Se ti interessa, CONTINUA A LEGGERE QUI

TUTTI 10 IN PAGELLA...

Pure questo anno, è arrivato il momento della pagella finale.

Mio figlio ha frequentato la quarta e (anche) grazie al metodo adottato, tutti 10 (come puoi vedere dall'immagine a fianco).

Ora però, urge una precisazione di come io la pensi a proposito (sempre che a qualcuno gliene importi qualcosa...;-).

La domanda che faccio è questa:

"E' giusto, che la valutazione scolastica di un bimbo, si risolva in una manciata di numeri segnati su un foglio?"

Secondo me, NO.

Ma come si dirà, uno che mette sempre in bella mostra le pagelle di suo figlio, dice no?

Dico no, perché sono consapevole di come la vita scolastica di un bimbo, passi attraverso l'intreccio complesso di entusiasmi, delusioni, timidezze, timori, insicurezze, stanchezze, voglia di primeggiare, ma pure di nascondersi, convivenza con compagni terribili o splendidi a seconda dei casi, rapporti con gli insegnanti, con i genitori, con i troppi compiti, con i pochi momenti di pausa...

Insomma un groviglio di stati d'animo, che formano la parte nascosta dell'iceberg.

E dell'iceberg si sa, è solo la punta che viene fuori.

La fatidica pagella, appunto.

E lasciamelo dire, a me questo modo di sintetizzare la vita in un numero, sembra parecchio riduttivo...

Altre domande allora sorgono spontanee.
Del tipo:

-Sarebbe migliore una scuola senza voti?
-Potrebbe funzionare?
-Come fare?

All'ultima di queste, vorrei dare una mia personale risposta.

Partendo da questo assunto:

Fintanto che le pagelle ci saranno, ritengo una causa persa far loro guerra.

La soluzione secondo me, sarebbe allora, quella di smettere di rincorrere il 10.

Molto meglio e più proficuo, rincorrere la tranquillità dei bimbi.

Una volta raggiunta, questa si rifletterebbe automaticamente sul voto.

Che a quel punto perderebbe il suo valore prestazionale, per assumerne uno che possa essere lo specchio della serenità del bimbo nell'affrontare la scuola.

In altre parole mio figlio in pagella ha preso sì, 10 d'ITALIANO, MATEMATICA, INGLESE, STORIA, GEOGRAFIA, SCIENZE, MUSICA, ARTE E IMMAGINE...

Ma il numero, si riferisce al


grado di serenità che ci ha messo nell'affrontarle.

Poi il resto, la punta dell'iceberg, è venuta da sé...

martedì 24 aprile 2012

DOMANDE DI SCUOLA ELEMENTARE (O PRIMARIA)


Domanda

Ciao Giorgio, penso che le tue idee siano geniali, ma mia figlia è ancora in prima elementare e per ora la mia fatica è quella di farla sedere il pomeriggio per farle fare i compiti, visto che si rifiuta.
Penso sia ancora presto per le tue strategie.

Risposta

Cara ...,

la fatica che metti nel farla sedere di pomeriggio per i compiti, è comune a migliaia di mamme.
Il problema sta nel fatto che i bimbi di questa età, non hanno ancora una sufficiente educazione al comprendere.
La prima elementare è un passaggio fondamentale nei loro cervelli.
Qui scoprono cos'è lo studio e adeguano il loro pensiero di conseguenza.
Per il resto della vita.
Per fare una similitudine, fai conto che tua figlia, in questo momento, si trovi ad un incrocio.
Da una parte il cartello indica STUDIARE, ANNOIANDOSI.
Dall'altra il cartello dice SCOPRIRE, APPASSIONANDOSI.
Lei adesso non conosce il significato di questi termini, quindi una strada vale l'altra.
Lo stesso dicasi per tutti i bambini della sua età.
E' per questo motivo che i genitori dovrebbero saperli indirizzare.
Molti di loro (il 99%) però, sono a conoscenza dell'unica via che hanno percorso nella propria vita.
Indovina qual è?
Ovviamente quella con il cartello STUDIARE, ANNOIANDOSI.
Di conseguenza, alzano il dito e dicono vai, quella è l'unica strada.
Cosa produce tutto ciò?
Migliaia di studenti frustrati da anni di studio, che non vedono l'ora di lasciar perdere.

Ora, tu mi dici: 

 ...mia figlia è ancora in  prima elementare e per ora la mia fatica è quella di farla sedere il pomeriggio per farle fare i compiti, visto che si rifiuta. E' ancora presto per le tue strategie.
E io ti rispondo:

E' adesso che devi mostrarle la via giusta, non quando sarà tardi!
Se tua figlia non ha voglia di sedersi a fare i compiti, non è costringendola, che risolverai il problema.
Anzi, farai l'esatto opposto.
Le farai intendere che lo studio è una costrizione.
E questa visione influenzerà in maniera estremamente negativa il suo futuro rapporto con l'apprendimento.
Al contrario se adotterai un  metodo che farà nascere in lei la passione della scoperta, ecco che d'improvviso ITALIANO, MATEMATICA, INGLESE, SCIENZE, STORIA, assumeranno una luce e una forma del tutto nuova.

Da seguire senza patemi...

martedì 20 marzo 2012

VERIFICA DI STORIA SENZA PATEMI


Quando parlo di STUDIO=DIVERTIMENTO, mi riferisco al fatto (ormai risaputo), che esistono tecniche creative in cui le potenzialità dei bimbi, vengono sfruttate molto più che con i "metodi tradizionali di apprendimento".

Con questo, indico che è possibile "studiare" in maniera diversa.

Faccio un esempio.

Mio figlio frequenta la quarta.

Ovviamente fa largo uso di tali tecniche.

Questo gli permette di apprendere in maniera creativa, veloce e soprattutto leggera.

Per dirne una a caso, ha imparato in 15 minuti (non uno di più) tutti i regni e le rispettive date dell'ANTICO EGITTO.

Sto dicendo, che in questo momento ricorda:

-PERIODO TINITA  3150 A.C. PRIMA E SECONDA DINASTIA

-ANTICO REGNO 2700 A.C. DALLA TERZA ALLA SESTA DINASTIA

-PRIMO PERIODO INTERMEDIO 2200 AC DALLA SETTIMA ALLA DECIMA DINASTIA

-MEDIO REGNO 2160 AC UNDICESIMA E DODICESIMA DINASTIA

-SECONDO PERIODO INTERMEDIO 1785 AC DALLA 13 ALLA 17 DIN

-NUOVO REGNO 1552 AC DALLA 18 ALLA 20 DIN

-TERZO PERIODO INTERMEDIO 1069 AC DALLA 21 ALLA 25 DIN

-ETA' TARDA 661 AC DALLA 26 ALLA 31 DIN

-PERIODO ELLENISTICO 332 AC

Non sto parlando di imparare a memoria, né di fare i fenomeni.

Sto parlando di infondere nei bimbi, conoscenza e autostima, per mezzo di tecniche usate per gioco.

Il risultato poi d'una VERIFICA DI STORIA impeccabile (ovviamente ha preso 10), è niente altro che una poco importante conseguenza secondaria, perché l'unica cosa a cui tengo veramente, è la sua tranquillità.

A casa come a scuola.

lunedì 23 gennaio 2012

SCUOLA PRIMARIA E CRISI ITALIANA

E fuor d'ogni dubbio, che siamo in piena crisi.

Non starò qui ad elencarne i motivi.

Si tratta di un compito, che non sono in grado di assolvere.

Vorrei però suggerire, nel mio piccolo, degli spunti di riflessione.

Noi italiani siamo abituati a credere a tutto ciò che ci viene detto.
Probabile abbia influito la nostra millenaria tradizione cattolica, basata su dogmi e cioè su verità indiscutibili scese dall'alto (leggasi Chiesa).

E allora qui mi domando:
"Se riuscissimo una buona volta a venir fuori da questo modo di pensare?"

Non sto parlando di religione.
Ognuno è libero di credere o non credere.

Sto parlando di vita quotidiana.
Sto parlando di cominciare a vedere le cose, senza che qualcuno ci metta il paraocchi, togliendoci così, la facoltà che ognuno ha, di guardarsi intorno.

Il problema è da dove partire...
Oggi, nelle condizioni in cui l'Italia si trova, possiamo sperare di uscirne, solo con un lavoro a lungo termine.
Qui si tratta di ricostruire dal basso.
E il "basso" di una società sono le nuove generazioni. 
I nostri figli.

Come fare?

La via, ce l'ha suggerita una famosa pubblicità della Apple di qualche anno fa.
Suggeriva:

"Pensa differente".

Ecco allora, che torniamo a quello che dicevo all'inizio.

Insegniamo ai nostri figli a pensare differente. 

Perché è dimostrato che alla lunga paga...

Sì lo so, mi sono dilungato parecchio.
E la maggior parte, avrà smesso di leggere ben prima, non avendo trovato in queste troppe righe, alcun motivo d'interesse.
D'altronde questo è un blog che parla di scuola primaria. 
E chi arriva nei paraggi, si aspetta di trovare argomenti di analisi grammaticale, di analisi logica, di prove invalsi, di tabelline, frazioni e quant'altro. 

Veniamo al punto allora (dedicato a chi ha avuto la pazienza di seguirmi).

E riprendiamo da dove m'ero fermato.

...Insegniamo ai nostri figli a pensare differente.

A partire dalla scuola.

Quando anni fa elaboravo il mio metodo (Prima Elementare Facile/Scuola Elementare Facile) era proprio questa, la visione che mi guidava negli studi.

Volevo che mio figlio potesse avere un modo alternativo di affrontare i primi suoi (fondamentali) anni di scuola.
Una maniera più creativa, meno legata alla rigidità noiosa che impongono spesso e volentieri in aula. 

In altre parole, desideravo, pensasse differente.

Lo giudicavo necessario.

ORA LO VEDO IMPRESCINDIBILE.

Per 2 motivi:
1)alla luce dei suoi risultati;
2)per la situazione dell'Italia oggi.

Non sto esagerando.
La realtà dei fatti è proprio questa:

formare bimbi, che la pensino in maniera diversa.

Perché altrimenti, purtroppo, qui in Italia, non se ne esce.



lunedì 5 dicembre 2011

DOMANDE DI SCUOLA ELEMENTARE (O PRIMARIA...)


Da questo mese, inizierò a postare domande che arrivano alla mia casella di posta, in modo da condividerne i contenuti.

Spero risultino utili a chi abbia la necessità, la pazienza e la voglia di leggerle.

Logicamente, per ragioni di privacy, ne ometterò nome e provenienza.



Domanda


Ciao Giorgio,
ho una bimba in prima elementare con difficoltà a memorizzare numeri e sillabe.
Con timore ho pensato alla dislessia.
Presto mi attiverò per fargli fare il test, mi consigli il tuo metodo?

Risposta

Il metodo che propongo, è servito a cambiare il modo di vedere la scuola in molti bimbi.
Come?
Facendo loro prendere una posizione attiva rispetto all'apprendimento (viene stimolata la creatività) al contrario dell'atteggiamento passivo che suggerisce la scuola (imparare ripetendo ciò che dice la maestra e ciò che scrivono i libri).

Il disturbo della dislessia è una difficoltà a livello di lettura, scrittura o calcolo.

Un bimbo che presenta tale disturbo però, bada bene, non ha affatto problemi a livello intellettivo generale.

In parole povere, è in grado di apprendere come gli altri bambini.

Va da sé, che entrare in possesso di un metodo che gli faciliti lo studio, non è altro che un aiuto in più che un genitore può dare a un figlio che presenti tali difficoltà.