lunedì 5 dicembre 2011

DOMANDE DI SCUOLA ELEMENTARE (O PRIMARIA...)


Da questo mese, inizierò a postare domande che arrivano alla mia casella di posta, in modo da condividerne i contenuti.

Spero risultino utili a chi abbia la necessità, la pazienza e la voglia di leggerle.

Logicamente, per ragioni di privacy, ne ometterò nome e provenienza.



Domanda


Ciao Giorgio,
ho una bimba in prima elementare con difficoltà a memorizzare numeri e sillabe.
Con timore ho pensato alla dislessia.
Presto mi attiverò per fargli fare il test, mi consigli il tuo metodo?

Risposta

Il metodo che propongo, è servito a cambiare il modo di vedere la scuola in molti bimbi.
Come?
Facendo loro prendere una posizione attiva rispetto all'apprendimento (viene stimolata la creatività) al contrario dell'atteggiamento passivo che suggerisce la scuola (imparare ripetendo ciò che dice la maestra e ciò che scrivono i libri).

Il disturbo della dislessia è una difficoltà a livello di lettura, scrittura o calcolo.

Un bimbo che presenta tale disturbo però, bada bene, non ha affatto problemi a livello intellettivo generale.

In parole povere, è in grado di apprendere come gli altri bambini.

Va da sé, che entrare in possesso di un metodo che gli faciliti lo studio, non è altro che un aiuto in più che un genitore può dare a un figlio che presenti tali difficoltà.

martedì 29 novembre 2011

COME MIGLIORARE A SCUOLA

Avere figli senza problemi a scuola,
è il sogno di ogni genitore.


Ma in pratica, cosa si può fare in tal senso?


In generale, semplici accorgimenti portano ad avere alcuni sicuri benefici.


Elenchiamoli.


1)L'apprendimento deve essere divertente.
I vecchi metodi, fatti di ripetizioni molteplici e noiosissime di brani più o meno lunghi, non funzionano più.
Oggi purtroppo i bimbi hanno dei termini di paragone troppo potenti per essere distolti da delle semplici pagine di sussidiario.
Cosa si può fare contro tutta l'elettronica del mondo puntata dritta verso il cervello dei nostri figli?
La soluzione c'è ed è quella di cercare di combattere ad armi pari.
In altre parole, trovare il modo di divertirsi anche nello studio.
Facile a dirsi, più difficile a farsi...
Per niente affatto.
Lo capirai continuando a leggere.

2)Interessarsi all'argomento prima che arrivi.
Per un bimbo essere già a conoscenza d'un argomento, (qualunque esso sia) lo pone in una posizione di sicuro vantaggio.
Per esempio, subire in classe due ore di storia dell'antica Roma, senza sapere minimamente di che cosa si stia parlando, è un preludio al disinteresse più totale.
Al contrario, conoscerne anche solo degli accenni, tipo il nome di alcuni imperatori, di alcuni re, la data della sua fondazione, della sua caduta, sono porte aperte verso una convinta attenzione. 
Cosa fare allora?
Come è ovvio, l'ambiente familiare,  qui, svolge un ruolo di primaria importanza.
La via è: parlare, parlare e ancora parlare.
Degli argomenti più svariati, soddisfacendo la curiosità dei nostri figli.
Sforzandoci, (noi genitori) di andare oltre la nostra totale mancanza di voglia di approfondire le cose.
In fondo Roma, prima di diventare una squadra di calcio, è stata anche altro...

3)Usare metodi di apprendimento collaudati.
Esistono metodi di apprendimento che a scuola non insegnano, ma che risultano essere di gran lunga più efficaci sotto tutti i punti di vista.
Sono metodi che sfruttano una dote peculiare insita nel cervello dei nostri bimbi: l'enorme creatività.
Qui purtroppo, la grande colpa dei genitori è quella di fare spallucce e tirare avanti con i loro vecchi sistemi, ben sapendo, che in tal modo, faranno rivivere ai figli, le proprie passate esperienze negative.


4)Generare autostima nel bimbo.
Per un bimbo, credere in se stesso, significa affrontare il mondo della scuola con le proprie forze.
Significa non aver paura di chiedere se non si è capito.
Significa dire "Ce la posso fare..." di fronte a una verifica che a prima vista, sembra insormontabile.
Alimentare l'autostima di un bimbo, è come fare ad un'auto, un pieno di benzina infinito.
In questo modo, non ci sarà mai la necessità di spingere...



5)L'obiettivo non deve essere mai, il 10.
Mirare al voto alto, porta a pensare che l'importante sia il fine, non il mezzo con cui ci si arriva.
In parole povere, alla lunga, quanto può valere un 10, preso dopo pomeriggi interminabili sopra i libri, con mamma e figlio logorati da uno stress continuo e duraturo?
Niente.
Al contrario, cominciare ad apprendere, per il solo piacere di farlo, è la via che conduce ad un grande incremento dell'efficacia del tempo trascorso sui libri.
I voti alti ne saranno solo la conseguenza ultima.
Ora la domanda è, come apprendere per il solo piacere di farlo?


Fino a qui abbiamo parlato di consigli di carattere generale.
Quindi abbiamo dato risposte, che per alcuni possono esser sembrate di poca utilità.
Proviamo allora ad andare un po' più nello specifico, esaminando materia per materia.


Cosa che faremo nel prossimo post.


giovedì 3 novembre 2011

PAGELLA AMICA - PAGELLA NEMICA

Esiste un detto che recita:

"Se un fatto accade una volta, e' un caso.
Se un fatto accade due volte, e' una coincidenza.
Se un fatto accade tre volte, allora c'e' qualcosa sotto."

Lo si puo' riscontrare in qualsiasi campo.
Io in particolare, l'ho verificato sulla scuola di mio figlio. 

In Prima, tutti 10 e un 9.

In Seconda, tutti 10 e un 9.

In Terza, tutti 10 e due 9.

Come dicevo:

"...Se un fatto accade tre volte, allora c'e' qualcosa sotto

Il fatto accaduto tre volte, è la costanza di voti alti in pagella.

Il "qualcosa sotto" invece, e' un metodo, che una volta appreso, lo si porta dietro per tutta la vita.

PS

Ricorda, non e' mai troppo tardi per cambiare (in meglio), ma prima lo si fa, meno tempo si sara' perso...



mercoledì 8 giugno 2011

VACANZE SCOLASTICHE: IL MOMENTO DI CAMBIARE.

Le mamme aspettano le vacanze scolastiche dei propri figli, come manna dal cielo.

Purtroppo il sospiro di sollievo, si perde ben presto di fronte al pensiero, che a settembre, tutto ricomincerà e sarà tale e quale all'anno passato:

l'analisi grammaticale, le poesie a memoria, le tabelline, gli esercizi, le coniugazioni, le verifiche di storia, geografia, scienze, italiano, matematica, il programma delle maestre fino all'ultimo giorno, i compiti, le interrogazioni a sorpresa, le parole nuove d'inglese, le difficoltà di lettura, la comprensione del testo, recuperare i giorni di assenza...

Se sei una mamma e stai leggendo, sai bene di cosa parlo.

Ora, cosa c'entra nel discorso, il segnale del bivio lassù in alto.

C'entra.
Eccome se c'entra.

Il fatto è, che nella vita, si arriva ad un punto in cui si deve avere il coraggio di cambiare strada.


E ci sono momenti in cui è più facile farlo.

Non lo vedi allora, il bivio grande come una casa, che ti si para di fronte, adesso che stanno iniziando le vacanze di tuo figlio?

Vuoi imboccare una via nuova, o continuare imperterrita il viaggio che hai fatto fino ad oggi?

Se per te non ci sono stati problemi, ottimo.

Ma se invece qualcosa è andato storto, perché non cercare di cambiare?

Il consiglio allora è uno solo.

La cosa migliore che le mamme (e i papà) possano fare a giugno, è quella di

sfruttare l'estate
per venire a conoscenza
di metodi di studio alternativi,
 più facili e più remunerativi in termini di voti.

Semplice come l'acqua.

Come leggere un buon libro sotto l'ombrellone, ma infinitamente più utile al futuro dei figli.

Che dire di più?
Se sei pronta a cambiare strada,



inserisci nome ed e-mail nella casella a fianco
(quella con il titolo "Vuoi aiutare tuo figlio alle ELEMENTARI?)
e poi premi SCARICA.