martedì 17 luglio 2012

UNA MANO D'ITALIANO

Andare bene d'ITALIANO, è un cruccio di molti studenti.

Purtroppo però, spesso e volentieri il maggiore impegno, non si riflette in altrettanti risultati. 
Perché se in scienze, storia, geografia, basta studiare di più, in ITALIANO, subentrano dei "meccanismi mentali" ben più complessi che poco hanno a che fare con la sola buona volontà.  
Capita a tal proposito di sentir pronunciare la fatidica frase:

"...d'ITALIANO non è portato..."  

Questo suggerisce che c'è qualcosa d'altro, qualche cosa che va oltre l'attenzione in classe o i compiti ben fatti a casa. 

Ma in fin dei conti, che vuol dire, "non essere portati"?

Se ti interessa, CONTINUA A LEGGERE QUI

TUTTI 10 IN PAGELLA...

Pure questo anno, è arrivato il momento della pagella finale.

Mio figlio ha frequentato la quarta e (anche) grazie al metodo adottato, tutti 10 (come puoi vedere dall'immagine a fianco).

Ora però, urge una precisazione di come io la pensi a proposito (sempre che a qualcuno gliene importi qualcosa...;-).

La domanda che faccio è questa:

"E' giusto, che la valutazione scolastica di un bimbo, si risolva in una manciata di numeri segnati su un foglio?"

Secondo me, NO.

Ma come si dirà, uno che mette sempre in bella mostra le pagelle di suo figlio, dice no?

Dico no, perché sono consapevole di come la vita scolastica di un bimbo, passi attraverso l'intreccio complesso di entusiasmi, delusioni, timidezze, timori, insicurezze, stanchezze, voglia di primeggiare, ma pure di nascondersi, convivenza con compagni terribili o splendidi a seconda dei casi, rapporti con gli insegnanti, con i genitori, con i troppi compiti, con i pochi momenti di pausa...

Insomma un groviglio di stati d'animo, che formano la parte nascosta dell'iceberg.

E dell'iceberg si sa, è solo la punta che viene fuori.

La fatidica pagella, appunto.

E lasciamelo dire, a me questo modo di sintetizzare la vita in un numero, sembra parecchio riduttivo...

Altre domande allora sorgono spontanee.
Del tipo:

-Sarebbe migliore una scuola senza voti?
-Potrebbe funzionare?
-Come fare?

All'ultima di queste, vorrei dare una mia personale risposta.

Partendo da questo assunto:

Fintanto che le pagelle ci saranno, ritengo una causa persa far loro guerra.

La soluzione secondo me, sarebbe allora, quella di smettere di rincorrere il 10.

Molto meglio e più proficuo, rincorrere la tranquillità dei bimbi.

Una volta raggiunta, questa si rifletterebbe automaticamente sul voto.

Che a quel punto perderebbe il suo valore prestazionale, per assumerne uno che possa essere lo specchio della serenità del bimbo nell'affrontare la scuola.

In altre parole mio figlio in pagella ha preso sì, 10 d'ITALIANO, MATEMATICA, INGLESE, STORIA, GEOGRAFIA, SCIENZE, MUSICA, ARTE E IMMAGINE...

Ma il numero, si riferisce al


grado di serenità che ci ha messo nell'affrontarle.

Poi il resto, la punta dell'iceberg, è venuta da sé...

martedì 24 aprile 2012

DOMANDE DI SCUOLA ELEMENTARE (O PRIMARIA)


Domanda

Ciao Giorgio, penso che le tue idee siano geniali, ma mia figlia è ancora in prima elementare e per ora la mia fatica è quella di farla sedere il pomeriggio per farle fare i compiti, visto che si rifiuta.
Penso sia ancora presto per le tue strategie.

Risposta

Cara ...,

la fatica che metti nel farla sedere di pomeriggio per i compiti, è comune a migliaia di mamme.
Il problema sta nel fatto che i bimbi di questa età, non hanno ancora una sufficiente educazione al comprendere.
La prima elementare è un passaggio fondamentale nei loro cervelli.
Qui scoprono cos'è lo studio e adeguano il loro pensiero di conseguenza.
Per il resto della vita.
Per fare una similitudine, fai conto che tua figlia, in questo momento, si trovi ad un incrocio.
Da una parte il cartello indica STUDIARE, ANNOIANDOSI.
Dall'altra il cartello dice SCOPRIRE, APPASSIONANDOSI.
Lei adesso non conosce il significato di questi termini, quindi una strada vale l'altra.
Lo stesso dicasi per tutti i bambini della sua età.
E' per questo motivo che i genitori dovrebbero saperli indirizzare.
Molti di loro (il 99%) però, sono a conoscenza dell'unica via che hanno percorso nella propria vita.
Indovina qual è?
Ovviamente quella con il cartello STUDIARE, ANNOIANDOSI.
Di conseguenza, alzano il dito e dicono vai, quella è l'unica strada.
Cosa produce tutto ciò?
Migliaia di studenti frustrati da anni di studio, che non vedono l'ora di lasciar perdere.

Ora, tu mi dici: 

 ...mia figlia è ancora in  prima elementare e per ora la mia fatica è quella di farla sedere il pomeriggio per farle fare i compiti, visto che si rifiuta. E' ancora presto per le tue strategie.
E io ti rispondo:

E' adesso che devi mostrarle la via giusta, non quando sarà tardi!
Se tua figlia non ha voglia di sedersi a fare i compiti, non è costringendola, che risolverai il problema.
Anzi, farai l'esatto opposto.
Le farai intendere che lo studio è una costrizione.
E questa visione influenzerà in maniera estremamente negativa il suo futuro rapporto con l'apprendimento.
Al contrario se adotterai un  metodo che farà nascere in lei la passione della scoperta, ecco che d'improvviso ITALIANO, MATEMATICA, INGLESE, SCIENZE, STORIA, assumeranno una luce e una forma del tutto nuova.

Da seguire senza patemi...

martedì 20 marzo 2012

VERIFICA DI STORIA SENZA PATEMI


Quando parlo di STUDIO=DIVERTIMENTO, mi riferisco al fatto (ormai risaputo), che esistono tecniche creative in cui le potenzialità dei bimbi, vengono sfruttate molto più che con i "metodi tradizionali di apprendimento".

Con questo, indico che è possibile "studiare" in maniera diversa.

Faccio un esempio.

Mio figlio frequenta la quarta.

Ovviamente fa largo uso di tali tecniche.

Questo gli permette di apprendere in maniera creativa, veloce e soprattutto leggera.

Per dirne una a caso, ha imparato in 15 minuti (non uno di più) tutti i regni e le rispettive date dell'ANTICO EGITTO.

Sto dicendo, che in questo momento ricorda:

-PERIODO TINITA  3150 A.C. PRIMA E SECONDA DINASTIA

-ANTICO REGNO 2700 A.C. DALLA TERZA ALLA SESTA DINASTIA

-PRIMO PERIODO INTERMEDIO 2200 AC DALLA SETTIMA ALLA DECIMA DINASTIA

-MEDIO REGNO 2160 AC UNDICESIMA E DODICESIMA DINASTIA

-SECONDO PERIODO INTERMEDIO 1785 AC DALLA 13 ALLA 17 DIN

-NUOVO REGNO 1552 AC DALLA 18 ALLA 20 DIN

-TERZO PERIODO INTERMEDIO 1069 AC DALLA 21 ALLA 25 DIN

-ETA' TARDA 661 AC DALLA 26 ALLA 31 DIN

-PERIODO ELLENISTICO 332 AC

Non sto parlando di imparare a memoria, né di fare i fenomeni.

Sto parlando di infondere nei bimbi, conoscenza e autostima, per mezzo di tecniche usate per gioco.

Il risultato poi d'una VERIFICA DI STORIA impeccabile (ovviamente ha preso 10), è niente altro che una poco importante conseguenza secondaria, perché l'unica cosa a cui tengo veramente, è la sua tranquillità.

A casa come a scuola.

lunedì 23 gennaio 2012

SCUOLA PRIMARIA E CRISI ITALIANA

E fuor d'ogni dubbio, che siamo in piena crisi.

Non starò qui ad elencarne i motivi.

Si tratta di un compito, che non sono in grado di assolvere.

Vorrei però suggerire, nel mio piccolo, degli spunti di riflessione.

Noi italiani siamo abituati a credere a tutto ciò che ci viene detto.
Probabile abbia influito la nostra millenaria tradizione cattolica, basata su dogmi e cioè su verità indiscutibili scese dall'alto (leggasi Chiesa).

E allora qui mi domando:
"Se riuscissimo una buona volta a venir fuori da questo modo di pensare?"

Non sto parlando di religione.
Ognuno è libero di credere o non credere.

Sto parlando di vita quotidiana.
Sto parlando di cominciare a vedere le cose, senza che qualcuno ci metta il paraocchi, togliendoci così, la facoltà che ognuno ha, di guardarsi intorno.

Il problema è da dove partire...
Oggi, nelle condizioni in cui l'Italia si trova, possiamo sperare di uscirne, solo con un lavoro a lungo termine.
Qui si tratta di ricostruire dal basso.
E il "basso" di una società sono le nuove generazioni. 
I nostri figli.

Come fare?

La via, ce l'ha suggerita una famosa pubblicità della Apple di qualche anno fa.
Suggeriva:

"Pensa differente".

Ecco allora, che torniamo a quello che dicevo all'inizio.

Insegniamo ai nostri figli a pensare differente. 

Perché è dimostrato che alla lunga paga...

Sì lo so, mi sono dilungato parecchio.
E la maggior parte, avrà smesso di leggere ben prima, non avendo trovato in queste troppe righe, alcun motivo d'interesse.
D'altronde questo è un blog che parla di scuola primaria. 
E chi arriva nei paraggi, si aspetta di trovare argomenti di analisi grammaticale, di analisi logica, di prove invalsi, di tabelline, frazioni e quant'altro. 

Veniamo al punto allora (dedicato a chi ha avuto la pazienza di seguirmi).

E riprendiamo da dove m'ero fermato.

...Insegniamo ai nostri figli a pensare differente.

A partire dalla scuola.

Quando anni fa elaboravo il mio metodo (Prima Elementare Facile/Scuola Elementare Facile) era proprio questa, la visione che mi guidava negli studi.

Volevo che mio figlio potesse avere un modo alternativo di affrontare i primi suoi (fondamentali) anni di scuola.
Una maniera più creativa, meno legata alla rigidità noiosa che impongono spesso e volentieri in aula. 

In altre parole, desideravo, pensasse differente.

Lo giudicavo necessario.

ORA LO VEDO IMPRESCINDIBILE.

Per 2 motivi:
1)alla luce dei suoi risultati;
2)per la situazione dell'Italia oggi.

Non sto esagerando.
La realtà dei fatti è proprio questa:

formare bimbi, che la pensino in maniera diversa.

Perché altrimenti, purtroppo, qui in Italia, non se ne esce.